Dossier · I cimiteri delle Misericordie

I cimiteri delle Misericordie

«Seppellire i morti» è la settima opera di misericordia. Da questo dovere sono nati, nell'Ottocento, cimiteri che oggi sono musei a cielo aperto: architetti, scultori, poeti e uomini di Stato riposano tra i confratelli.

  • 7 cimiteri raccontati
  • dal 1747 a oggi
  • fonti citate
  • lettura 9 minuti
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Tra le sette opere di misericordia corporali, l’ultima è «seppellire i morti». Il Vangelo di Matteo ne elenca sei; la settima viene dall’Antico Testamento, dalla storia di Tobia che seppelliva i morti di nascosto, contro il divieto del re. Non a caso San Tobia fu il primo patrono della Misericordia di Firenze.

Da sempre le Misericordie accompagnano i defunti, soprattutto i poveri e chi non aveva nessuno. Nell’Ottocento, quando le leggi vietano le sepolture in città, alcune Misericordie costruiscono cimiteri propri. Oggi molti di questi sono veri musei a cielo aperto: li visitiamo in questo dossier, con le fonti in fondo alla pagina.

Il racconto

Un viaggio tra i camposanti

Dal perché di un dovere antico ai cimiteri monumentali che le Misericordie hanno costruito e custodiscono ancora.

  1. Il perché Le opere di misericordia

    La settima opera

    Il Catechismo della Chiesa cattolica (n. 2447) elenca «seppellire i morti» tra le opere di misericordia corporali. Papa Francesco, nell’udienza del 30 novembre 2016, ha ricordato i due modelli biblici di quest’opera: Tobia, che seppelliva i morti rischiando la vita, e Giuseppe d’Arimatea, che diede la sua tomba a Gesù. Per le Misericordie non è una teoria: fin dal Medioevo la Misericordia di Firenze seppelliva i morti poveri o senza famiglia.
  2. 1784 Le nuove leggi

    Fuori dalle città

    Fino al Settecento si seppelliva nelle chiese e vicino alle case. Nel 1784 il granduca Pietro Leopoldo vieta le sepolture nei centri abitati della Toscana: nasce allora, per Firenze, il cimitero di Trespiano, che all’inizio accoglie quasi solo i poveri. Vent’anni dopo l’editto di Saint-Cloud (1804) di Napoleone impone in tutto l’Impero cimiteri fuori dalle mura e tombe individuali: è la legge a cui Ugo Foscolo risponde con i Sepolcri. Da queste riforme nascono i grandi cimiteri dell’Ottocento, compresi quelli delle Misericordie.
  3. 1747 – 1898 Firenze

    Pinti, il cimitero dei confratelli

    L'ingresso del vecchio cimitero della Misericordia a Porta a Pinti, Firenze
    L'ingresso del vecchio cimitero della Misericordia, a Porta a Pinti.Foto Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
    Fuori Porta a Pinti nasce nel 1747 il cimitero dell’ospedale di Santa Maria Nuova. Nel 1824 il granduca concede alla Misericordia il terreno accanto: l’ingegnere Paolo Veraci lo ridisegna tra il 1837 e il 1839, con due loggiati a semicerchio e la cappella dell’Immacolata, e Michelangelo Maiorfi lo completa nel 1878-1886. All’ingresso veglia l’Angelo del Giudizio di Odoardo Fantacchiotti. Qui erano sepolti soltanto uomini, perché allora la confraternita non ammetteva le donne: tra loro il medico Giuseppe Barellai, fondatore degli ospizi marini per i bambini malati, l’architetto Emilio De Fabris, autore della facciata ottocentesca del Duomo di Firenze, e Giovanni Baldasseroni, ultimo capo del governo del Granducato di Toscana. L’ultima sepoltura è del 1898; oggi il cimitero è chiuso e si visita solo in occasioni straordinarie.
  4. 1896 Firenze

    Soffiano, il nuovo camposanto

    Quando Pinti si riempie, la Misericordia decide un nuovo cimitero. La prima pietra di Soffiano viene benedetta il 31 maggio 1896 dal cardinale Agostino Bausa, su progetto neogotico di Michelangelo Maiorfi. Ci lavorano scultori come Raffaello Romanelli, la Manifattura Chini per le decorazioni e Alessandro Franchi per gli affreschi della cappella Antinori. Ci riposano il generale Antonio Baldissera, i partigiani Aligi Barducci e Bruno Fanciullacci, i fondatori della Gucci, il fondatore della Fiorentina Luigi Ridolfi, il dirigente sportivo Artemio Franchi, l’editore Adriano Salani. È ancora in uso.
  5. 1843 Siena

    Il camposanto della Misericordia

    La Pietà in marmo di Giovanni Duprè nel camposanto della Misericordia di Siena
    La Pietà di Giovanni Duprè, monumento Bichi-Ruspoli, camposanto della Misericordia di Siena.Foto Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
    Fuori Porta Tufi, dove sorgeva un convento olivetano, la Misericordia di Siena apre nel 1843 il suo camposanto, progettato da Lorenzo Doveri e ampliato da Giuseppe Partini fino al 1875. È uno dei cimiteri più belli d’Italia: la Pietà di Giovanni Duprè nel monumento Bichi-Ruspoli, gli affreschi di Cesare Maccari, Amos Cassioli e Pietro Aldi nella cappella Franci, le sculture di Tito Sarrocchi. All’ingresso sono esposti il carro funebre della confraternita, del 1910 circa, e un antico carro per il trasporto dei malati. Attenzione a non confonderlo con il Laterino, che è il cimitero comunale.
  6. 1843 Livorno

    Mascagni, Ciampi e il cimitero dell'Ardenza

    Viale e monumenti funebri del cimitero della Misericordia di Livorno
    Il cimitero della Misericordia di Livorno, sulla via dell'Ardenza.Foto Cristina Maioglio · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
    La Misericordia di Livorno, nata nel 1595, aveva avuto diversi sepolcreti: nel duomo, in via San Francesco, a Sant’Andrea (chiuso nel 1806, proprio per le leggi napoleoniche). Il cimitero attuale, su progetto di Tito Bonsignori, apre il 30 aprile 1843 sulla via dell’Ardenza. Custodisce opere di Raffaello Romanelli e affreschi di Francesco Gai. Qui riposano il compositore Pietro Mascagni, nel mausoleo del 1951, e accanto a lui, dal 2016, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nella cappella di famiglia. Ci sono anche l’attrice e ballerina Delia Scala, l’attrice Vivi Gioi, il tenore Galliano Masini, il commediografo Dario Niccodemi, il garibaldino Giuseppe Bandi e il ministro delle Finanze Pietro Bastogi.
  7. 1854 Grosseto

    Il terreno donato dal priore

    Il cimitero della Misericordia di Grosseto
    Il cimitero monumentale della Misericordia di Grosseto.Foto Alienautic · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
    A Grosseto il vecchio cimitero del 1766 è in condizioni pessime. Nel 1854 il priore della Misericordia Benedetto Pierini mette a disposizione il terreno per uno nuovo, progettato da Enrico Ciampoli; il granduca Leopoldo II contribuisce con i materiali. Dentro ci sono sculture di Tito Sarrocchi e L’ultimo passo di Fulvio Corsini. Qui sono sepolti lo scrittore Luciano Bianciardi, l’autore della Vita agra, e il critico e scrittore Pietro Citati.
  8. 1855 Antella

    Galileo Chini e l'amica di Leopardi

    All’Antella, sulle colline di Bagno a Ripoli, il pievano Giuseppe Scappini fa nascere nel 1855-56 il cimitero della Misericordia. Il loggiato è di Giacomo Roster; l’anello che lo chiude è stato completato da Adolfo Natalini nel 2006. La cupola dell’ingresso è dipinta da Galileo Chini (1911), che qui è sepolto. Riposano all’Antella anche Romeo Menti, ala della Fiorentina e del Grande Torino morto nella tragedia di Superga del 1949, Fanny Targioni Tozzetti, l’«Aspasia» amata da Giacomo Leopardi, Claire Clairmont, sorellastra di Mary Shelley e madre di una figlia di Lord Byron, il dantista Isidoro Del Lungo e il compositore Enrico Toselli, quello della celebre Serenata. Un mosaico di Albino Americo Mazzotta ricorda Madre Teresa di Calcutta.
  9. 1873 Prato

    La cripta dei deportati

    Il cimitero della Misericordia di Prato apre nel 1873 su progetto di Fortunato Rocchi; il secondo campo è di Giacomo Roster. Ha decorazioni della Manifattura Chini e sculture di Oreste Chilleri. In una cripta custodisce i resti dei pratesi deportati e morti nei lager nazisti: un luogo di memoria per tutta la città.
  10. Chi riposa qui I sepolti illustri

    Un presidente, due compositori, un campione di Superga

    Ritratto fotografico di Pietro Mascagni giovane, con capelli folti e papillon
    Pietro Mascagni, il compositore di Cavalleria rusticana, riposa nel cimitero della Misericordia di Livorno.Gavo Studio, 1902 · Pubblico dominio · Wikimedia Commons
    Nei cimiteri delle Misericordie riposano persone che hanno fatto la storia d’Italia. La musica: Pietro Mascagni a Livorno, Enrico Toselli e Stanislao Gastaldon all’Antella. Le istituzioni: il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a Livorno. L’arte: Galileo Chini, maestro del Liberty, e il pittore Francesco Ciseri all’Antella, lo scultore Raffaello Romanelli a Soffiano. La letteratura: Luciano Bianciardi e Pietro Citati a Grosseto, Isidoro Del Lungo all’Antella. Lo sport: Romeo Menti all’Antella, Artemio Franchi e il fondatore della Fiorentina Luigi Ridolfi a Soffiano. La moda: Guccio, Aldo e Rodolfo Gucci a Soffiano. La Resistenza: Aligi Barducci «Potente» e Bruno Fanciullacci a Soffiano. Tutti accanto a migliaia di persone comuni: davanti alla morte, come sotto la buffa, siamo uguali. Non abbiamo trovato premi Nobel tra i sepolti né tra i confratelli: preferiamo dirlo che inventarlo.
  11. Oggi Le Misericordie oggi

    Accompagnare fino all'ultimo

    Molte Misericordie gestiscono ancora cimiteri e servizi funebri: a Firenze, Siena, Livorno, Prato, Grosseto, Empoli, Pistoia, Viareggio. È lo stesso servizio di otto secoli fa, fatto con lo stesso spirito: non lasciare solo nessuno, nemmeno alla fine. La Misericordia di Ariccia accompagna le persone nell’ultimo tratto della vita anche con l’ultimo viaggio, per esaudire un desiderio.

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