Dossier · I confratelli illustri
I confratelli illustri
Granduchi, papi, re, medici e musicisti hanno indossato la buffa o protetto le Misericordie. Sotto il cappuccio, però, nessuno aveva un nome: era questa la regola.
Scopri chi eranoA Firenze la Misericordia è guidata da 72 Capi di Guardia, i confratelli che dirigono i turni di servizio. Le antiche Costituzioni dicono che possono essere «di qualsiasi ordine»: prelati, nobili, sacerdoti, artigiani. Per questo, nei secoli, tra i Capi di Guardia sono entrati anche granduchi, cardinali e principi, e sotto la buffa nera prestavano lo stesso servizio dei facchini e dei bottegai.
In questo dossier raccontiamo i personaggi famosi legati alle Misericordie. Distinguiamo con cura chi era confratello (iscritto, spesso con una carica) da chi è stato protettore o benefattore, e segnaliamo come tali le leggende. Alcuni nomi celebri che si sentono citare, invece, non hanno nessuna prova: li trovi in fondo.
Il racconto
Sotto la buffa
Chi è stato davvero confratello, chi ha protetto le Misericordie, e quali nomi famosi circolano senza prove.
- 1244 Il santo
San Pietro Martire, alle origini

San Pietro Martire, il frate domenicano legato alle origini della Misericordia.Pubblico dominio · Wikimedia Commons Secondo la tradizione, la Misericordia di Firenze nasce nel 1244 dalla predicazione del frate domenicano Pietro da Verona, che dà forma alla carità spontanea dei fiorentini. Un registro del Trecento dice che la Compagnia fu «cominciata per lo beato messer santo Pietro martire». Ucciso nel 1252, viene proclamato santo l’anno dopo. È un fondatore spirituale più che un confratello in senso moderno. - 1525 Il papa benefattore
Clemente VII e la chiesa degli Adimari

Papa Clemente VII, ritratto di Sebastiano del Piombo.Pubblico dominio · Wikimedia Commons Nel 1525 papa Clemente VII, al secolo Giulio de’ Medici, concede alla Misericordia la chiesa di San Cristoforo degli Adimari, dove i confratelli resteranno fino al 1576. È un protettore e benefattore, non un iscritto. - 1576 Il granduca benefattore
Francesco I e la sede davanti al campanile

Francesco I de' Medici, ritratto di Scipione Pulzone.Pubblico dominio · Wikimedia Commons Su richiesta del provveditore Simone di Nunziato Santini, il granduca Francesco I de’ Medici assegna alla Misericordia i locali di fronte al Campanile di Giotto: è la sede che usa ancora oggi. Le fonti indicano il 1575 o il 1576. - 1640 Il granduca confratello
Ferdinando II, eletto «a viva voce»

Ferdinando II de' Medici, ritratto di Justus Sustermans.Pubblico dominio · Wikimedia Commons L’11 novembre 1640 il granduca Ferdinando II de’ Medici viene eletto Capo di Guardia, al posto del senatore Silvestro Aldobrandini, morto da poco. Lo storico Niccolai racconta che i Capitani e il «Corpo di Compagnia» lo elessero «a viva voce»: il sovrano di Toscana entrava così nel numero dei 72. - 1670 Il granduca confratello
Cosimo III e la statua del patrono

Cosimo III de' Medici, ritratto del Volterrano.Pubblico dominio · Wikimedia Commons Il 7 luglio 1670 è eletto Capo di Guardia il granduca Cosimo III de’ Medici. Nella stessa occasione dona alla Misericordia una statua di San Sebastiano, il patrono della Confraternita. - 1726 Il cardinale poi papa
Lorenzo Corsini, il papa con la buffa

Papa Clemente XII, ritratto di Agostino Masucci.Pubblico dominio · Wikimedia Commons Nel 1726 il cardinale fiorentino Lorenzo Corsini entra nel Collegio dei Capi di Guardia. Quattro anni dopo, nel 1730, viene eletto papa con il nome di Clemente XII, e la Misericordia celebra una Messa solenne. È il caso più chiaro, documentato dalla cronologia ufficiale della Confraternita, di un confratello di Firenze salito al soglio di Pietro. - 1775 Il granduca riformatore
Pietro Leopoldo, che chiuse le confraternite ma salvò la sua
Il 21 dicembre 1775 il granduca Pietro Leopoldo di Lorena è eletto Capo di Guardia. Finanzia l’ampliamento della sede, anche con 3.620 scudi di tasca propria. Pochi anni dopo, con la riforma del 1784-85, sopprime quasi tutte le confraternite della Toscana; per la Misericordia firma invece una disposizione speciale, che permette ai confratelli di continuare a servire con cappa e buffa. Secondo una memoria del Capo di Guardia Alessandro Ducci, citata dallo storico Niccolai, anche il fratello del granduca, l’imperatore Giuseppe II, durante un soggiorno a Firenze volle vedere i confratelli al lavoro e chiese una copia delle loro Costituzioni. - Anni 1840 Una leggenda
Il granduca che si alzava da tavola
Lo scrittore inglese Charles Dickens, in viaggio in Italia, racconta nel 1846 che il granduca di Toscana era iscritto alla Misericordia e che, al suono della campana, «si dice» lo si sia visto alzarsi da tavola e uscire in silenzio per rispondere alla chiamata. L’iscrizione dei granduchi è documentata; l’episodio della tavola resta un «si dice», ed è giusto raccontarlo come una leggenda. - 1856 Il medico
Giuseppe Barellai, «giornante buonavoglia»
Il medico fiorentino Giuseppe Barellai (1813-1884) fondò gli ospizi marini, per portare al mare i bambini malati di tubercolosi. Era volontario della Misericordia: sulla sua lapide, nel cimitero di Pinti riservato ai confratelli, è chiamato «giornante buonavoglia», cioè fratello che faceva i turni per scelta. Il primo ospizio, a Viareggio nel 1856, i confratelli lo chiamavano scherzando il «Palazzo delle Muse». - 1865 Il nobile in servizio
Il marchese Torrigiani
Il marchese Carlo Torrigiani, che a Firenze chiamavano «il Federigo Borromeo di Firenze» per la sua carità, muore l’11 aprile 1865, a 54 anni, dopo una breve malattia presa mentre faceva servizio come giornante della Misericordia. Lo racconta una guida di Firenze del 1877: tra i fratelli c’erano nobili, banchieri e professori, tutti con la stessa veste. - 1924 Il compositore
Giacomo Puccini, confratello a Viareggio

Giacomo Puccini nel 1908.Pubblico dominio · Wikimedia Commons La Misericordia di Viareggio ricorda «il confratello M° Giacomo Puccini». Quando il compositore muore, nel 1924, la confraternita fa celebrare una Messa solenne da Requiem nella chiesa di San Francesco. Nel suo salone consiliare c’è ancora uno dei pianoforti di Puccini, quello della villa di Chiatri, donato da privati. - 1924 – 1931 Il principe poi re
Umberto di Savoia, «Festaiolo» di San Sebastiano
Dal 1924 il principe di Piemonte Umberto di Savoia, il futuro re Umberto II, è Capo di Guardia della Misericordia di Firenze. Il 20 gennaio 1931 è il «Festaiolo», cioè chi presiede la festa di San Sebastiano: per l’occasione l’archivista Ugo Morini espone una trentina di codici antichi. Suo padre Vittorio Emanuele III e la regina Elena, invece, avevano solo visitato la Misericordia, nel 1903. - Roma I «cugini» fiorentini
Michelangelo e Vasari a San Giovanni Decollato

Michelangelo Buonarroti, ritratto di Daniele da Volterra.Pubblico dominio · Wikimedia Commons A Roma, la confraternita dei fiorentini di San Giovanni Decollato, detta «della Misericordia» (1488), assisteva i condannati a morte. Tra i suoi membri c’era Michelangelo Buonarroti, che uno studio della Casa Buonarroti definisce il suo confratello «più celebre», e Giorgio Vasari, che diresse la decorazione del suo oratorio tra il 1538 e il 1554. Non è una Misericordia del nostro movimento, ma una «cugina» di radice fiorentina. - Senza prove Nomi da non citare
Chi non risulta tra i confratelli
In rete si leggono a volte nomi famosi legati alle Misericordie. Per molti non abbiamo trovato nessuna prova: Carlo Collodi, Antonio Meucci, Giovanni Spadolini, Bettino Ricasoli. Giorgio La Pira era terziario domenicano e attivo nella San Vincenzo; Gino Bartali era terziario carmelitano. Pietro Mascagni è sepolto nel cimitero della Misericordia di Livorno, ma questo non prova che fosse iscritto. Se emergeranno documenti, aggiorneremo il dossier. - Sempre I veri illustri
Migliaia di nomi che nessuno conosce
La regola della buffa era proprio questa: nessuno doveva sapere chi stava aiutando. Per un granduca o un papa che conosciamo, ci sono migliaia di facchini, artigiani, contadini, donne e ragazzi di cui non sapremo mai il nome, e che per otto secoli hanno fatto la stessa cosa. Sono loro i veri confratelli illustri. Anche oggi, ad Ariccia, chi presta servizio lo fa così: senza chiedere niente, con il motto «Che Iddio te ne renda merito».
Fonti
- Misericordia di Firenze, Percorso storico (cronologia ufficiale)
- Misericordia di Firenze, Storia
- F. Niccolai, I Provveditori della Misericordia nel corso dei secoli (anteprima, All'Insegna del Giglio 2010)
- Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, Wikipedia
- Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze (Museo Galileo)
- C. Dickens, Pictures from Italy (Project Gutenberg)
- S. Horner, Walks in Florence (1877), capitolo sulla Misericordia
- La tomba di Giuseppe Barellai (Himetop)
- Giuseppe Barellai e il Palazzo delle Muse a Viareggio (Risorgimento Firenze)
- Associazione Dimore Storiche Italiane, la sede della Misericordia di Viareggio
- Casa Buonarroti, Effigie, mente, anima (studio su Michelangelo)
- Oratorio di San Giovanni Decollato, Turismo Roma
- L'oratorio di San Giovanni Decollato e Vasari (Gli scritti)
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Otto secoli di carità sono arrivati fino a noi grazie a chi, in ogni epoca, ha scelto di esserci. Anche ad Ariccia puoi far parte di questa storia.
