Dossier · Le Misericordie nelle emergenze

Nei giorni più difficili

Pestilenze, colera, terremoti, guerre, alluvioni, pandemie: quando tutti scappavano, i confratelli entravano nelle case. Otto secoli di soccorso, raccontati con le fonti.

  • dal 1348 a oggi
  • 16 emergenze raccontate
  • fonti citate
  • lettura 11 minuti
Inizia il racconto

Le Misericordie sono nate per le emergenze di tutti i giorni: un malato da portare in ospedale, un ferito per strada, un povero da seppellire. Ma la loro storia si capisce davvero guardando i giorni più difficili: le pestilenze, le epidemie, le guerre, i terremoti.

In quei momenti la regola dei confratelli era semplice e durissima: andare dove c’era bisogno, anche a rischio della vita, senza chiedere nulla. In questo dossier ripercorriamo sedici emergenze, dal Medioevo a oggi, usando solo fatti documentati. Quando le fonti sono poche o incerte, lo segnaliamo.

Il racconto

Otto secoli di emergenze

Le grandi crisi della storia italiana viste dalla parte di chi soccorreva. Dove le fonti sono incerte, lo diciamo.

  1. 1348 La peste nera

    Per seppellire i morti poveri

    Affresco della Madonna della Misericordia al Bigallo di Firenze, con la città ai suoi piedi
    La Madonna della Misericordia del Bigallo, nella loggia costruita dopo la peste del 1348.Foto Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
    La peste del 1348 uccide gran parte dei fiorentini. Giovanni Boccaccio la descrive nel Decameron, ma non nomina la Misericordia. Lo fanno invece i documenti. Il 15 luglio 1348, in piena epidemia, Cabiozzo Bellincioni lascia alla Compagnia 25 lire pro mortuis seppelliendis, «per seppellire i morti». Il cronista Matteo Villani scrive che dopo la peste furono lasciati alla «Compagnia della Misericordia» beni per oltre venticinquemila fiorini d’oro. Un inventario del 1368 elenca ancora i «sacchi con coltre per seppellire i morti poveri abbandonati». Con quei lasciti la Misericordia costruisce la sua loggia, l’attuale Loggia del Bigallo.
  2. 1498 Il Rinascimento

    Il lazzaretto di San Bastiano

    Alla fine del Quattrocento la peste torna a colpire Firenze. Secondo la storia ufficiale della Misericordia di Firenze, nel 1498 la Compagnia gestisce il lazzaretto di San Bastiano, fuori dalle mura, dove venivano isolati i malati.
  3. San Sebastiano Il patrono

    Il santo che protegge dal contagio

    Statua in marmo di San Sebastiano, opera di Benedetto da Maiano, nella chiesa della Misericordia di Firenze
    San Sebastiano di Benedetto da Maiano, nella chiesa della Misericordia di Firenze.Foto Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
    Non è un caso che il patrono della Misericordia di Firenze, e di tante altre, sia San Sebastiano: nella tradizione è il santo invocato contro la peste. La sua festa, il 20 gennaio, è ancora oggi il giorno in cui molte Misericordie accolgono i nuovi confratelli.
  4. 1630 La peste «manzoniana»

    Barelle verso i lazzaretti

    La peste del 1630, quella dei Promessi sposi, arriva anche in Toscana. Secondo gli studi dello storico John Henderson sulla Firenze del contagio, i confratelli portavano i malati dalle case ai lazzaretti, dove passarono oltre diecimila persone. A Livorno la Misericordia, nata da appena trentacinque anni, paga un prezzo altissimo: molti confratelli muoiono servendo i malati.
  5. 1817 Il tifo

    Anghiari, la compagnia che diventò Misericordia

    Ad Anghiari, nell’Aretino, una compagnia nata nel 1564 si distingue durante l’epidemia di tifo del 1817. Da allora la gente la chiama anche Confraternita di Misericordia. Oggi ha un piccolo museo con gli oggetti del suo antico ospedale.
  6. 1835 – 1855 Il colera

    La medaglia per i Capi di Guardia

    Confratelli della Misericordia con la buffa nera che portano una lettiga davanti al Battistero di Firenze, in una fotografia dell'Ottocento
    Confratelli con la «buffa» portano la lettiga davanti al Battistero di Firenze, foto di Giorgio Sommer (XIX secolo).Pubblico dominio · Wikimedia Commons
    Il colera dell’Ottocento è una delle prove più dure. A Livorno, nel 1835, l’Arciconfraternita conia una medaglia con la scritta «Ai Capiguardia flagellante il cholera», cioè ai Capi di Guardia che servirono mentre il colera flagellava la città: oggi è conservata al Museo Galileo di Firenze. Nel 1855 a Terranuova Bracciolini alcuni giovani assistono i colerosi e seppelliscono i morti rischiando il contagio: finita l’epidemia fondano la loro Misericordia. All’Antella i fratelli portano i malati negli «ospedaletti» provvisori.
  7. 1908 Messina

    Il terremoto che distrusse due città

    Il 28 dicembre 1908 un terremoto e un maremoto distruggono Messina e Reggio Calabria. I volontari della Misericordia di Pisa partono per la Sicilia, in uno dei primi interventi lontano da casa. Da tutta la Toscana partono anche gli aiuti: la Misericordia dell’Antella avvia una raccolta di fondi il giorno stesso, come aveva fatto per la Calabria nel 1905 e per il Vesuvio nel 1906.
  8. Anni '20 La Squadra federale

    Prima della Protezione Civile

    Dopo la Grande Guerra, durante la quale le Misericordie assistono profughi e popolazioni, la Federazione costituisce la Squadra federale, pensata per accorrere nei luoghi colpiti dalle calamità: 15 confraternite tra le meglio attrezzate, circa 200 fratelli equipaggiati, con medici e infermieri. La si ricorda accanto alle popolazioni colpite dai terremoti di Mugello, Garfagnana e Lunigiana, e nel 1930 a Pisa per una grande esercitazione. È una vera anticipazione della Protezione Civile, che in Italia nascerà decenni dopo.
  9. 1940 – 1945 La guerra

    Di nuovo a spalla

    Durante la Seconda guerra mondiale le ambulanze della Misericordia di Firenze vengono perse o requisite, e i fratelli tornano ai carretti a mano e alle barelle. Anche a Lucca, senza benzina né gomme, tornano le lettighe portate a spalla. Nel 1945, durante la ritirata, molte sedi vengono saccheggiate e devono ripartire da zero.
  10. 1966 L'alluvione di Firenze

    Quando l'Arno uscì dagli argini

    Il 4 novembre 1966 l’Arno allaga Firenze. La Misericordia accorre «con uomini e mezzi nelle zone più colpite dalle acque», come ricorda la sua storia ufficiale. Al Galluzzo il quartiere finisce sott’acqua e la sede della Misericordia diventa il centro dei soccorsi, con un comitato d’emergenza aperto a tutti. Per i sessant’anni, dal 5 al 7 novembre 2026, l’Archivio di Stato di Firenze dedica all’alluvione una mostra.
  11. 1980 L'Irpinia

    Un esempio che fa nascere una Misericordia

    Il 23 novembre 1980 il terremoto colpisce Irpinia e Basilicata. Tra i volontari arrivati dal Nord si distinguono, secondo le cronache locali, i confratelli della Misericordia di Prato. Sul loro esempio, il 14 aprile 1981 nasce ad Avellino una nuova Misericordia: uno dei primi semi delle Misericordie del Sud.
  12. 1996 – 2012 La protezione civile

    Dalla Versilia al Kosovo

    Dagli anni Novanta le Misericordie fanno parte stabilmente del sistema di protezione civile. Intervengono nell’alluvione della Versilia (1996), nel terremoto di Umbria e Marche (1997), e nel 1999, con la Missione Arcobaleno, allestiscono in Albania il campo di Rrushbull per quasi 5.000 profughi del Kosovo. Poi San Giuliano di Puglia (2002), lo tsunami nell’Oceano Indiano (2004), L’Aquila (2009) e l’Emilia (2012).
  13. 2016 Amatrice

    Duecento volontari nella notte

    Il 24 agosto 2016 il terremoto devasta Amatrice e il Centro Italia. Nelle prime ore ci sono già 200 operatori delle Misericordie vicino all’epicentro, con 15 ambulanze e due squadre cinofile. Dal Polo logistico nazionale di Prato partono le colonne mobili che allestiscono, su richiesta della Protezione Civile, un campo per 250 persone ad Amatrice.
  14. 2020 Il Covid-19

    La pandemia e la medaglia d'oro

    Durante la pandemia i volontari delle Misericordie portano spesa e farmaci a chi non può uscire, trasportano malati in biocontenimento, aiutano il 118 di Bergamo nei giorni più duri. Nella sola Toscana, a metà marzo 2020, sono già oltre 3.000 volontari in campo. Il 27 aprile 2023 il presidente Sergio Mattarella consegna al Quirinale alla Confederazione la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica, per «un esercito di oltre 100.000 volontari».
  15. 2022 L'Ucraina

    Fino al confine, e ritorno

    L’11 marzo 2022 una colonna delle Misericordie, con 12 mezzi e 2 camion di aiuti, parte da Firenze, attraversa la Polonia e arriva al confine ucraino di Dorohusk. Torna in Italia con 30 profughe, alcune con i loro bambini. Due settimane prima un altro convoglio ne aveva accolte 26.
  16. 2023 Le alluvioni

    Il fango della Romagna e della Toscana

    A maggio 2023 l’alluvione colpisce l’Emilia-Romagna: alle 17 Misericordie emiliane, con circa 2.500 volontari, si aggiungono rinforzi dalla Versilia e dall’Irpinia. A novembre tocca alla Toscana: a Campi Bisenzio la Misericordia guida i soccorsi, con squadre arrivate da Siena, Chianciano e Torrenieri, tra pompe, pale e fango.
  17. Oggi Anche ad Ariccia

    La stessa chiamata

    Volontari della Misericordia di Ariccia accanto all'ambulanza con la barella
    I volontari della Misericordia di Ariccia in servizio.
    Oggi le Misericordie contano quasi 700 sedi e 100.000 volontari attivi. La campana che un tempo chiamava i confratelli è diventata un telefono, la zana un’ambulanza, ma la chiamata è la stessa: esserci quando serve. Anche la Misericordia di Ariccia fa parte di questa rete, ogni giorno, sulle strade dei Castelli Romani.
1348 i primi lasciti «per seppellire i morti»
200 volontari ad Amatrice nelle prime ore
100.000 volontari attivi oggi
2023 Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica

Dalle ambulanze al trasporto socio-sanitario, dai poliambulatori alla Protezione Civile: la stessa, antica vocazione parla la lingua di oggi. Vuoi conoscere meglio le radici del Movimento? Leggi la pagina Storia e tradizione.

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