Dossier · Le radici del Movimento
Otto secoli di carità
La storia delle Confraternite di Misericordia, dalla nascita a Firenze nel 1244 fino al volontariato di oggi: quasi otto secoli di uomini e donne al servizio del prossimo.
Inizia il raccontoLe Misericordie sono tra le più antiche associazioni di volontariato al mondo: una tradizione di carità che dura da quasi otto secoli, sempre nel segno delle Opere di Misericordia e dell’aiuto concreto a chi soffre.
Non è la storia di pochi eroi, ma di un popolo: facchini e granduchi, papi e artigiani, che sotto la stessa veste hanno prestato lo stesso servizio, senza distinzione di rango. La Misericordia di Ariccia, nata nel 1994, è un anello recente di questa lunghissima catena.
Il racconto
La linea del tempo
Otto secoli in un colpo d'occhio: dalle origini medievali alle Misericordie di oggi, tappa dopo tappa.
- 1244 Le origini
Nasce a Firenze la prima Misericordia

«Origine della Compagnia della Misericordia in Firenze», Eleuterio Pagliano (XIX sec.).Pubblico dominio · Wikimedia Commons Nel pieno Medioevo, tra le lotte fra Impero e Papato, nella Firenze dei Comuni fioriscono Compagnie e Fraternite di fedeli. In questo contesto giunge in città il frate domenicano Pietro da Verona, che dà forma all’associazionismo spontaneo dei fiorentini e stabilisce le prime Costituzioni della Misericordia, garantendone la conformità alla Chiesa. È l’atto che trasforma uno slancio popolare in un’istituzione destinata a durare. Pietro sarà proclamato santo nel 1253 come San Pietro Martire. - La leggenda Le origini
Il facchino Piero Borsi e le sei ceste
La tradizione popolare attribuisce l’iniziativa a Piero Borsi, facchino dell’Arte della Lana. Con i compagni che si ritrovavano alla Buca degli Adimari — una mescita di vino vicino alla cattedrale — istituì una multa per chi bestemmiava. Con le offerte raccolte comprarono sei zane (ceste di vimini) per trasportare i malati agli ospedali: così, nel sentimento del popolo, ebbe inizio la Compagnia. Storia e leggenda si intrecciano, ma il messaggio è limpido: la carità nasce dal basso, dalle mani di chi lavora. - 1321 Il Medioevo
Il primo documento

Il Battistero di Firenze: la Compagnia acquistò una casa proprio di fronte ad esso.Giorgio Sommer (XIX sec.) · Pubblico dominio · Wikimedia Commons Il più antico documento conosciuto che cita la Misericordia risale al 1321: la Compagnia dispone già dei capitali per acquistare una casa davanti al Battistero. Segno che, in meno di un secolo, l’opera è diventata una realtà radicata e riconosciuta nel cuore di Firenze. - 1348 Il Medioevo
La peste nera
Quando la Morte Nera del 1348 falcidia Firenze — la stessa che Giovanni Boccaccio descrive nell’introduzione del Decameron — i confratelli sono all’opera tra i contagiati, a trasportare i malati e a seppellire i morti che nessun altro osa toccare. È nelle grandi epidemie che le Misericordie temprano la loro vocazione: esserci proprio quando tutti gli altri fuggono. - 1495 La tradizione
La «buffa» diventa nera

La «buffa» nera e la storica veste rossa, Museo della Misericordia di Firenze.Foto: Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons Fin dalle origini i confratelli indossano una veste di servizio che li rende visivamente uguali, senza distinzione di censo: una cappa detta «buffa» che copre il volto, con guanti e ghette, per garantire l’anonimato del soccorritore secondo il principio evangelico «non sappia la tua sinistra quello che fa la tua destra». In origine rossa, a ricordare lo Spirito Santo, dal 1495 assume il nero in segno di penitenza: è la veste storica ancora oggi consegnata durante la cerimonia di Vestizione. - 1498 Nel mondo
Le Sante Case oltre confine
L’esempio fiorentino varca le Alpi e il mare. In Portogallo la regina Eleonora promuove la fondazione della Misericordia di Lisbona nel 1498: le Santas Casas da Misericórdia si diffondono rapidamente e, con i navigatori, raggiungono le colonie — dal Brasile al Mozambico, da São Tomé a Macao. La carità delle Misericordie diventa, di fatto, un fenomeno mondiale. - 1500 – 1700 Il Rinascimento
Medici e Pontefici protettori

La sede storica della Misericordia di Firenze, di fronte al Duomo.Foto: Sailko · CC BY 2.5 · Wikimedia Commons Nei secoli d’oro di Firenze, principi e papi si mettono al servizio della Compagnia. Clemente VII le concede una chiesa (1525); Francesco I de’ Medici dona nel 1576 la sede di fronte al campanile di Giotto, tuttora in uso; Cosimo III dona la statua di San Sebastiano, patrono della Misericordia. Eppure, sotto la «buffa», il granduca e il popolano restano indistinguibili: prestano lo stesso, identico servizio. - San Sebastiano La tradizione
Il patrono che protegge dal contagio

San Sebastiano, patrono delle Misericordie — Benedetto da Maiano.Foto: Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons Non è un caso che le Misericordie scelgano come patrono San Sebastiano, invocato da sempre contro la peste e le epidemie. Nella sua figura si riassume la missione della Confraternita: resistere al male, proteggere la comunità, non arrendersi al contagio della paura. - 1800 L'Ottocento
Il colera e la moltiplicazione delle Misericordie

I confratelli con la «buffa» portano la lettiga, Firenze — foto di Giorgio Sommer (XIX sec.).Pubblico dominio · Wikimedia Commons Le grandi epidemie di colera dell’Ottocento tornano a chiamare i confratelli in prima linea, tra lettighe e lazzaretti. Sull’esempio di Firenze nascono intanto decine di nuove Misericordie in tutta la Toscana e oltre: verso la metà del secolo se ne contano quasi cento. Tutte «si governano a popolo», con organi liberamente eletti, unite dalla stessa ispirazione evangelica. - 1899 Il Movimento
A Pistoia nasce la Confederazione
Con il nuovo Regno d’Italia cresce la volontà di unire le forze. Il 24 e 25 settembre 1899, riunite a Pistoia nel loro 1° Congresso e con la benedizione del Santo Padre, le Misericordie fondano la Federazione delle Associazioni e Confraternite di Misericordia. È la data che segna la nascita della Confederazione e del Movimento nazionale: singole confraternite antichissime che scelgono di camminare insieme. - 1903 – 1924 Il Movimento
Re e principi tra i confratelli
Il prestigio delle Misericordie attraversa anche il Novecento nascente: nel 1903 i sovrani Vittorio Emanuele III ed Elena visitano la Confraternita di Firenze; nel 1924 Umberto di Savoia ne diventa «Capo di Guardia». Segni di un legame profondo con la storia d’Italia, senza mai smarrire lo spirito di uguaglianza sotto la veste. - Il Novecento L'età moderna
Le guerre, le ambulanze, la motorizzazione

Dalla lettiga a spalla all'ambulanza a motore: il soccorso sanitario moderno. Il secolo breve mette di nuovo alla prova le Misericordie: le due guerre mondiali, l’assistenza ai feriti e agli sfollati, la ricostruzione. Intanto la lettiga a spalla lascia il posto all’ambulanza a motore: nasce il soccorso sanitario moderno, con mezzi, radio e volontari formati. La carità antica si dota di strumenti nuovi, ma il gesto resta lo stesso. - 1966 L'età moderna
L'alluvione di Firenze
Nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1966 l’Arno rompe gli argini e sommerge Firenze con un’onda di fango. Le Misericordie e le pubbliche assistenze sono tra i primi a soccorrere la città allagata, accanto agli «angeli del fango» accorsi da tutta Italia. La tragedia dimostra quanto sia decisivo il volontariato organizzato nelle grandi emergenze. - 1970 L'età moderna
Il volontariato entra nella Protezione Civile
Proprio dall’esperienza dell’alluvione nasce, con la Legge 996 dell'8 dicembre 1970, il primo riconoscimento ufficiale del ruolo del volontariato nella Protezione Civile. Le Misericordie, che quel ruolo lo esercitavano da secoli, entrano a pieno titolo nel sistema nazionale di soccorso: emergenze, calamità, maxi-eventi. - 1994 Ai Castelli Romani
Nasce la Misericordia di Ariccia

La Misericordia di Ariccia al fianco della comunità dei Castelli Romani dal 1994. In questa lunghissima tradizione si inserisce, nel 1994, la Confraternita di Misericordia di Ariccia: giovani e adulti dei Castelli Romani che scelgono di mettersi al servizio della comunità. Trasporto sanitario, servizi sociali, formazione, Servizio Civile, aiuto alle famiglie fragili: le Opere di Misericordia, qui e ora. - 2017 Oggi
Il Codice del Terzo Settore
Con il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) e il Registro Unico Nazionale (RUNTS), le Misericordie assumono la veste giuridica di Enti del Terzo Settore — spesso Organizzazioni di Volontariato (ODV). Cambiano le regole e la trasparenza, non l’anima: il volontario resta la figura più importante di ogni Misericordia. - Oggi Oggi
Un movimento vivo, dal 1244

La stessa, antica vocazione, nella piazza di Ariccia oggi. Oggi la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia riunisce oltre 800 confraternite, con circa 670.000 iscritti e circa 80.000 volontari attivi. Dalle ambulanze al trasporto socio-sanitario, dai poliambulatori alla Protezione Civile, dai centri sociali alle onoranze funebri: la stessa, antica vocazione — stare accanto a chi soffre — parla la lingua di oggi. La Misericordia di Ariccia ne è parte.
Dalle ambulanze al trasporto socio-sanitario, dai poliambulatori alla Protezione Civile: la stessa, antica vocazione parla la lingua di oggi. Vuoi conoscere meglio le radici del Movimento? Leggi la pagina Storia e tradizione.
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Otto secoli di carità sono arrivati fino a noi grazie a chi, in ogni epoca, ha scelto di esserci. Anche ad Ariccia puoi far parte di questa storia.
