
Prima del telefono, i confratelli venivano chiamati con la campana. A Firenze, racconta Giuseppe Conti nel suo Firenze vecchia, la campana della Misericordia suonava a qualsiasi ora. Due colpi volevano dire «a caso», cioè una disgrazia: un ferito per strada, un incidente sul lavoro. Tre colpi volevano dire «a morto»: un annegato in Arno, un muratore caduto da un’impalcatura.
Tutta la città capiva. E chi aveva un figlio o un marito fuori casa non trovava pace finché non lo vedeva rientrare.
Il regolamento della Misericordia di Pisa del 1848 usa un codice simile: campana a distesa per chiamare i fratelli, poi due tocchi se la persona da soccorrere è viva, tre se è morta. Oggi la campana l’ha sostituita il telefono e, per le emergenze, il 112.
Fonti: G. Conti, Firenze vecchia (1899), cap. XXVIII; Regolamento disciplinare della Misericordia di Pisa (1848).
Questa è la scheda n. 2 di Lo sapevi che…, la nostra rubrica di curiosità sulla storia delle Misericordie: una nuova ogni domenica. Per saperne di più leggi Nei giorni più difficili.
