
Il cappuccio che copre il volto dei confratelli, con due soli fori per gli occhi, si chiama buffa. Insieme a guanti e ghette serviva a una cosa sola: che nessuno potesse riconoscere chi stava aiutando. Il nobile e il facchino, sotto la buffa, erano uguali, e chi riceveva aiuto non doveva sentirsi in debito con nessuno.
La regola viene dal Vangelo di Matteo: «Mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra».
In origine la veste era rossa, il colore dello Spirito Santo. Nel 1495 diventò nera, in segno di penitenza. Oggi in servizio si usano le divise ad alta visibilità, ma la buffa resta il simbolo delle Misericordie.
Fonti: Confederazione delle Misericordie, Storia e tradizione.
Questa è la scheda n. 3 di Lo sapevi che…, la nostra rubrica di curiosità sulla storia delle Misericordie: una nuova ogni domenica. Per saperne di più leggi I tesori delle Misericordie.
