Oggi, 4 ottobre, la Chiesa festeggia San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Quest’anno la festa ha un sapore speciale: Francesco morì alla Porziuncola la sera del 3 ottobre 1226, e il 2026 è l’anno dell’ottavo centenario della sua morte. Lo abbiamo vissuto anche noi, pochi giorni fa, con il pellegrinaggio nazionale delle Misericordie ad Assisi.

La parola che ci dà il nome
Poco prima di morire Francesco dettò il suo Testamento. Comincia ricordando l’incontro che gli cambiò la vita, quello con i lebbrosi:
«Il Signore dette a me, frate Francesco, d’incominciare così a far penitenza: poiché, essendo io nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo».
Usare misericordia: non una parola astratta, ma un gesto. Avvicinarsi a chi fa paura, a chi è malato, a chi è rimasto solo, e scoprire che proprio lì l’amaro diventa dolce. È la stessa strada delle Opere di Misericordia, quella che le Misericordie percorrono da secoli e che noi, ad Ariccia, proviamo a percorrere ogni giorno.
Il Cantico delle creature
Negli ultimi anni di vita, malato e quasi cieco, Francesco compose a San Damiano il Cantico delle creature, detto anche Cantico di frate Sole: è il più antico testo poetico della letteratura italiana di cui si conosca l’autore. La strofa su «sora nostra Morte corporale» la aggiunse poco prima di morire. Lo riportiamo nella lingua in cui fu scritto, il volgare umbro del Duecento.
Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.Ad te solo, Altissimo, se konfàno,
et nullu homo ène dignu te mentovare.Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.Beati quelli ke ’l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ’l farrà male.Laudate et benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.
In poche parole: Francesco loda Dio per tutte le creature, che chiama fratelli e sorelle (il sole, la luna, il vento, l’acqua, il fuoco, la terra), e poi per le persone che perdonano e che sopportano malattie e sofferenze in pace. Sono le stesse persone che noi incontriamo ogni giorno sui nostri mezzi e al Centro di Ascolto.
Ottocento anni dopo
Quando accompagniamo una persona a una visita o a una terapia con i trasporti sanitari, quando ascoltiamo chi bussa al Centro di Ascolto, quando portiamo la spesa del Banco Alimentare a una famiglia in difficoltà, facciamo quello che Francesco ha scritto nel suo Testamento: ci avviciniamo, e usiamo misericordia.
Nel giorno del patrono d’Italia il nostro pensiero va a tutti i volontari che lo fanno in silenzio, e a tutte le persone che incontriamo: sono loro, come i lebbrosi per Francesco, a cambiarci la vita.
Vuoi camminare con noi su questa strada? Diventa volontario: non servono competenze particolari, la formazione la facciamo insieme.
Domande frequenti su San Francesco
Perché San Francesco si festeggia il 4 ottobre?
Francesco morì alla Porziuncola, ai piedi di Assisi, la sera del 3 ottobre 1226. La Chiesa celebra la sua festa il 4 ottobre. Nel 2026 ricorre l’ottavo centenario della sua morte.
Perché San Francesco è il patrono d'Italia?
Nel 1939 papa Pio XII proclamò San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena patroni principali d’Italia.
Chi ha scritto il Cantico delle creature e quando?
Lo scrisse San Francesco negli ultimi anni di vita, tra il 1224 e il 1226, in volgare umbro. È considerato il più antico testo poetico della letteratura italiana di autore conosciuto. Il testo integrale è più sopra in questa pagina.
La preghiera «Signore, fa' di me uno strumento della tua pace» è di San Francesco?
No. È conosciuta come Preghiera semplice e viene spesso attribuita a San Francesco, ma compare per la prima volta in Francia all’inizio del Novecento, su una piccola rivista religiosa. Non è un suo scritto, anche se ne esprime bene lo spirito. Sono invece suoi, tra gli altri, il Cantico delle creature e il Testamento.
Cosa lega San Francesco alle Misericordie?
Le Misericordie nascono a Firenze nel 1244, meno di vent’anni dopo la morte di Francesco, con lo stesso spirito: farsi vicini a chi soffre e servirlo con umiltà. È ciò che Francesco racconta nel suo Testamento, «usai con essi misericordia». Per saperne di più leggi la storia delle Misericordie.
Pace e bene.
La citazione è tratta dal Testamento di San Francesco d’Assisi (Fonti Francescane, n. 110). Il testo del Cantico delle creature è quello tramandato dal codice 338 della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi, nella grafia riportata da Wikipedia.
